IL NOSTRO INCONTRO CON IL WOLF MAN HERR WERNER FREUND

giovedì 20 settembre 2012

L'IGNORANZA E' UNA BRUTTA BESTIA...


Ieri sera dopo tanto tempo, ho risentito una cara amica per telefono.
Dopo aver conversato del più e del meno, mi ha raccontato di aver ricevuto una e-mail dove la criticavano per aver condiviso un articolo del Sig. Ezio Maria Romano. 

Tutto questo accade sul quel strano mondo chiamato Facebook.
Un mondo al quale partecipo anche io, ma FB è una grande piattaforma pubblicitaria gratuita  ma non ha nulla a che fare con la VERA CINOFILA.

I VERI CINOFILI sono da altre parti, sono con i loro cani, sono sempre alla ricerca di nuovi aspetti da studiare, sono anche a farsi mordere... 
Purtroppo queste elencate sopra sono una minima parte di cose, che un Vero Cinofilo fa... 

L'incontro con Shaun Ellis prima e dopo quello di Ezio Maria Romano mi hanno aperto gli occhi su tanti aspetti e in qualche modo mi hanno obbligato a crescere.

Non è facile mettersi in discussione, non è facile prendere tutto o quasi e buttarlo via o accantonarlo.
Come non è neanche facile ammettere a se stessi di dover ricominciare da capo o quasi.

Per fortuna grandi errori non ne ho fatti,ma gli errori servono anche per crescere.
Guardare i propri animali con occhi diversi ...è una sensazione strana, sotto alcuni aspetti un pò destabilizzante ...perchè il pensiero prossimo è: "E adesso???"

Capire che i nostri cani sono CANI e non SURROGATI di quello che non abbiamo è una sensazione che ti fa sentire impotente e ti fa domandare: "Allora io cosa sono per loro??? Come imposto la mia figura???".

Criticare una persona solo perchè legge, s'informa, guarda dall'altra parte della barricata, anche se non applicherà quel consiglio o quel modo di vivere, secondo me è un FORTE SEGNO DI IGNORANZA.

Quindi ora consiglio ai Veri Cinofili, quelli Curiosi,( non dimenticate che la curiosità nel cane è sinonimo di Apprendimento, nell'educazione cinofila si utilizza la curiosità del cane, per formarlo... ) di leggere l'articolo di seguito... 

Katia Verza

mercoledì 19 settembre 2012

CORSO BASE SUL CANE DA GUARDIA 30 SETTEMBRE 2012



Confermato il Corso Base sul cane da guardia
del 30 Settembre 2012 a Peveragno CN
RIMANGONO ANCORA APERTE LE ISCRIZIONI!

Rivolgo un particolare invito anche a chi ha appena acquistato un cucciolo di cane da guardia e vuole capire un po’ meglio come diventarne il suo REALE CAPOBRANCO senza commettere i soliti errori, visti tutti gli incidenti che continuano a capitare in ogni angolo del paese, causa l’errata gestione dell’animale. (Vedi l’Husky di Pistoia che ha appena morsicato gravemente in casa (addirittura in camera da letto), una bambina di 2 mesi! - 
ncidente che si poteva evitare senza problemi conoscendo la natura del cane, la razza specifica e la logica di gestione dell'animale).

Clicca sul link per leggere l'articolo:


PER LE ISCRIZIONI SCRIVERE A :

giovedì 13 settembre 2012

CAN CHE ABBAIA NON SEMPRE MORDE.....






Questo articolo è un po’ che mi gira per la testa, ma non ho trovato la giusta ispirazione fino ad ora.
Nel mese di agosto dopo aver venduto Kira alla famiglia di Pierluigi, mi è arrivata Sabbia, figlia di Turk e Bukara sempre provenienza allevamento del Il Tukmeno.
In quell'occasione rividi con piacere sia Ezio e  il mitico Langella, uno dei partecipanti del viaggio da Shaun Ellis che si svolse nel mese di marzo 2012, non che proprietario di una bellissima coppia di soggetti di Pastore dell'Asia Centrale sempre proveniente dall'allevamento di Ezio.
Dopo alcune chiacchiere fatte al parcheggio dove c’eravamo dati appuntamento, era giunto il momento di rientrare per me, andare al lavoro per Langella e per Ezio consegnare il bellissimo cucciolo bianco e nero che  aveva in macchina.
Dopo aver salutato Fabio, io non resistetti e dopo un lungo giro di parole chiesi ad Ezio se potevo accompagnarlo nella sua consegna che era poco distante dal nostro ritrovo.
Lui sull’istante non fu così entusiasta della mia richiesta. 
Ezio è un tipo sbrigativo e non gli piace proprio perdere tempo, ma forse dopo avergli spiegato la mia curiosità nel vedere un inserimento di un cucciolo tra due soggetti adulti, inoltre capire la tipologia di cliente ben diversa dalla mia, accettò che lo accompagnassi, ma con un chiaro ordine di “stare zitta, ferma ed immobile”.
I nuovi proprietari del cucciolo possedevano già due cani di una certa età di circa 10 anni e la femmina del branco era un Pastore dell’Asia Centrale, quindi era maggiormente interessante vedere quell’inserimento, anche perché pensai  che quell’uomo non era proprio a digiuno di PAC dopo svariati anni di convivenza.
Arrivammo a destinazione e il suo cliente ci accolse al cancello insieme al figlio.
Parcheggiammo la macchina davanti all'entrata, scendemmo per salutarlo e in quel momento si apri il cancello elettrico …. e mi ritrovai davanti a pochi metri da me questi due bellissimi esemplari che ci salutavano con un abbaio poderoso.
Io mi voltai verso Ezio non so se lui si ricorda il mio sguardo ma io in quel momento provai la sensazione del puro TERRORE, mi ricordo che esordii con un filo di voce,  la frase “siamo spacciati”.
Rimasi ferma ed immobile, quindi eseguii alla perfezione la raccomandazione di Ezio datami all’inizio, ma non accade nulla…
A questo punto chi sta leggendo queste righe si sta chiedendo perché ho avuto paura, semplice perché in quella manciata di secondi mi sono venuti in mente i cani di Ezio, quando li conobbi a casa sua. 
Quelli ragazzi al solo avvicinarmi alla recinzione mi volevano mangiare. 
Mi ricordo lo sguardo di Burka quando mi avvicinai a Sofia la figlia di Ezio (naturalmente al di qua della recinzione) se mi prendeva mi avrebbe fatto fare la fine di Cappuccetto Rosso e della nonna, ovvero mangiata in un sol boccone, invece quei due, si limitavano ad abbaiare a distanza e vi dirò di più dopo essermi scrollata di  dosso quell’attimo di paura, mi resi conto che quel abbaio non era manco tanto convinto.
A quel punto il suo cliente ci invitò ad entrare, riguardai ancora una volta Ezio il quale non so il perché se la rideva sotto i baffi, gli chiesi sotto voce se c’era da fidarsi, e lui mi rispose “entriamo pure, questi non ci fanno niente”.
Mi fidai di Ezio senza esitazione, so che Ezio ha paura dei cani veri, visto le sue battaglie e di conseguenza mi rilassai ed entrai.
Mentre avanzavamo i cani indietreggiavano e io non capivo, se fossi stata un fumetto, in quel momento in testa al posto dei capelli avrei avuto disegnati tanti punti interrogativi .
In quell'istante compresi tutti di discorsi del Tukmeno sull’importanza della selezione del cane da guardia.
Noi ci trovavamo all’interno della proprietà, quindi i cani perché non ci attaccavano? O per lo meno non ci inchiodavano ad un angolo per impedirci di muoverci???
Perché i cani al nostro avanzare indietreggiavano? Perché quella femmina così imponente di Asia Centrale si nascondeva sotto ad un arbusto ornamentale???
Forse perché non erano cani da guardia!?!?!
Il proprietario era stato a casa di Ezio, aveva visto i suoi cani e di conseguenza ora cercava di dare delle spiegazioni a quel comportamento.
Ezio è una persona disponibilissima ma se trova un muro diventa nervoso e solo chi lo conosce bene sa quand’è il momento di fermarsi.
Vi giuro che in borsa avevo la macchina fotografica, sono stata tentata di  estrarla e filmare tutto,  ma mi pareva di mancare di rispetto sia ad Ezio che mi aveva portato con lui, sia al padrone di casa tanto gentile.
La scena ai miei occhi era quasi paradossale e allo stesso tempo imbarazzante per i nostri ospiti.
Ezio cercò di spiegare il comportamento di quella femmina, ma il cliente cercava di giustificare il comportamento del cane,  forse perché tutto quello gli sembrava impossibile.
Ezio indossava l’immancabile camicia e un paio di bermuda, gambette secche al vento con un paio di sandali e con un andatura decisa affrontò il cane andandogli incontro, spiegando a voce alta e agitando le mani, il comportamento di quell’animale ancor più spaventato. 
Più Ezio gli correva in contro e più il cane scappava.  
La faccia del suo padrone era un misto ti incredulità e non so che altro, ma forse stava pensando in quel momento tutto quanto gli aveva raccontato di mistico l’allevatore dove l’aveva acquistato.
Ma Ezio è un grande si rese conto della situazione e consolò dicendo qualcosa a quell’uomo che in qualche modo lo rasserenò.
In tutto quel trambusto ci eravamo dimenticati del piccolo, che nel frattempo s’era già messo a posto da solo con l’altro maschio, lo vidi bere in una vasca, cacciare la testa nella ciotola dei cani titolari di quel territorio e fece pure pipì davanti al padrone di casa (il cane).
Mi venne da pensare che quella piccola palla di pelo dall’aria innocente, tempo 6 mesi gli avrebbe messi tutte e due in riga.
Quando ci congedammo da loro, Ezio mi disse prima di salutarmi: “Vedi Katia, molte volte  la gente fa un po’ fatica a comprendere cosa io cerco di spiegargli, ma io lascio che il tempo metta a posto le cose e che i miei cani insegnino loro la strada giusta”.
In effetti Ezio non ha torto, io mi ricordo che ogni qualvolta il mio Manny me ne combinava una, io dovevo ingegnarmi a risolvere il problema e devo dire che Manny mi ha insegnato molto…
I cani non hanno colpe, loro sono cani e si  comportano da cani, la cosa saggia sarebbe ogni tanto ascoltare chi alleva, chi li vive tutti i giorni e chi li studia come nel caso del Tukmeno che ha fatto dei suoi cani la sua ragione di vita.
E’ stata una esperienza singolare che mi ha fatto comprendere l’importanza della selezione dei Cani da Guardia differenti dai cani selezionati per le esposizioni. 
Un cane di Ezio non sarebbe scappato, come non sarebbe stato imperterrito ad abbaiare senza  venire incontro all’estraneo, ma nessuno dei clienti di Ezio lasciano il cane libero a contatto con l’estraneo! 
E’ ovvio che uno dei suoi cani non potrebbe calpestare tanto facilmente un  ring di gara e se lo facesse, sarebbe solo per un tempo limitato, prima o poi il giudice avrebbe dei problemi ad avvicinarsi al lui, un vero cane da protezione famigliare allontanerebbe chiunque dal suo proprietario.
Quella femmina forse era bellissima, però dopo questo confronto mi viene da pensare che si addica di più come cane da compagnia che da guardia.

Si proprio una giornata di vera scuola cinofila…


Quello che vorrei sottolineare e questo: nel mio lavoro di educatore cinofilo e allevatore molto spesso incontro persone che puntano molto di più sull'aspetto che sulle vere caratteristiche  caratteriali del cane, per poi riscontrare in seguito tanti problemi di gestione dell'animale.
La selezione non serve per scegliere il cane che si addica di più alla nostra immagine o alle nostre fantasie.
La selezione non è solo fenotipica (aspetto esteriore) ma è anche genotipica (essenza del cane/dna/carattere/attitudini), è a quest'ultima che noi dovremmo guardare, quando scegliamo un cane, qualsiasi razza esso sia.
Infatti i pastori selezionano i loro cani da lavoro in base alle loro funzioni e non al loro aspetto.
Inoltre chi sceglie il cane sceglie anche l'allevatore. 
L'allevatore è la seconda cosa da guardare dopo il cane, a seconda di cosa alleva e di come alleva, noi sapremo con certezza cosa ci porteremo a casa, in questo caso o un cane da guardia che fa il suo lavoro di guardiano oppure un cane da compagnia o da esposizione che non muove foglia in presenza di un estraneo.
Purtroppo scegliere un cane non è facile, per sceglierlo occorre impiegare tempo, denaro, ma è l'unica strada da percorrere se si vuole un buon cane.

Concludo con due detti: "il Presto e il Bene non stanno insieme" come è anche vero che "Chi più spende meno Spende", poche parole a buon intenditore.

Katia Verza

giovedì 6 settembre 2012

LIBRI: TRE TITOLI DA NON PERDERE



CANI ABORIGENI DELL’ASIA CENTRALE
Il meglio dei miei viaggi
TURKMENISTAN – TAJIKISTAN – UZBEKISTAN
Autore: Ezio Maria Romano
106 Pagine – 172 Fotografie a colori – Euro 28,00

Un libro scritto per diffondere anche in occidente la giusta conoscenza sul cane da pastore dell’Asia centrale.
Il cane da pastore aborigeno dell’Asia centrale è unico al mondo per la sua forza, resistenza e rusticità, tanto intelligente da poter sopravvivere ogni giorno alle durissime avversità del territorio da dove proviene e dove vive ancora oggi al servizio dell’uomo.
In questo libro non troverete immagini di campioni di bellezza, bensì il meglio che ho incontrato durante i miei viaggi, fra pascoli e deserti, alla ricerca dell’autentico cane aborigeno utilizzato dai pastori nomadi medio-asiatici.

Presentazione

Se non fosse stato per un amico di Zurigo che un giorno decise di regalarmi un libro sui cani da pastore dell’Afganistan, scritto in lingua tedesca, forse questo volume non sarebbe mai stato realizzato. Quando lo ricevetti e lo aprii, intuii subito che non avrei capito nulla di quanto c’era scritto nello scarno testo che adornava le tante fotografie a colori: la lingua tedesca non è sicuramente il mio forte! Ma appena vidi le prime fotografie fui nuovamente invaso da quell’indescrivibile entusiasmo che tutt'oggi mi spinge a preparare le valige e ripartire per quelle terre lontane, nonostante le difficoltà incontrate nel viaggio precedente.
Viaggiare in Asia Centrale è molto faticoso, anche se nelle capitali dei vari Stati ormai il progresso sta facendo passi da gigante ed è possibile trovare strutture che nulla hanno da invidiare alle nostre, ma se si decide di lasciare la città ci si immerge nel nulla, dove la certezza di qualsiasi cosa, anche la più banale, sparisce completamente e tutto può accadere. Ogni volta che ritorno a casa sono molto stanco fisicamente e psicologicamente, direi esausto e ringrazio il cielo di vivere qui in Italia, ma mi basta rivedere qualche fotografia di quei cani, così incredibilmente “CANI”, che dimentico ogni aspetto negativo e vorrei ritornarmene fra quei pascoli.
Quel libro ricevuto in regalo mi ha quindi indotto ad una profonda riflessione: “Spesso una fotografia può spiegare molto meglio di mille pagine scritte dall’autore”.
Allora ho deciso di fare così anch’io: poco testo e molte immagini di quei cani speciali.
Questo libro lo dedico in particolar modo  ai più appassionati, che mi seguono costantemente, quelli che se sto una settimana senza scrivere nulla sul mio sito mi telefonano per chiedermi come mai non ci sono novità. Per gli “ammalati” di cinofilia che come me riescono ancora ad emozionarsi di fronte ad un’immagine dopo averne ormai viste tante in anni e anni di passione.
In questo volume sono raccolte le più belle fotografie di tutti i cani aborigeni che ho incontrato nei miei tre viaggi in Asia Centrale e precisamente in Turkmenistan, in Tagikistan e in Uzbekistan.
Spero che vi piacerà e che lo conserverete gelosamente, in quanto qui ci sono raffigurati i cani veri, non le “signorine” dei nostri tempi. Quelli che la natura ha creato per lavorare al fianco dell’uomo che soffre vivendo di stenti; nessuno di quei luoghi diventerà mai famoso, né cani né padroni, anzi spesso essi non mangeranno nemmeno tutti i giorni e saranno privati anche del minimo necessario, ma nonostante tutto riescono a sopravvivere da migliaia di anni e continuano a camminare uno al fianco dell’altro.
                                                                                                                               Ezio Maria Romano






“GUARDIANI SI NASCE”
Conoscere meglio il cane da guardia
Autore: Ezio Maria Romano
240 pagine - Euro 18,00

Un libro scritto per diffondere, anche in Italia, l’esatta cultura cinofila sul cane da destinare alla guardia della proprietà ed alla protezione della famiglia. Un manuale utile per chi voglia individuare il cane ideale da allevare nel giardino di casa, gestendolo senza errori.

Prefazione dell’esperto cinofilo: MAURO SALVADOR

Sono lieto e lusingato per il fatto che l'autore di questo libro abbia pensato a me per la prefazione del testo.
Questo è sicuramente un volume ascrivibile alla “corrente” della cinofilia alternativa della  quale mi considero immodestamente uno dei pochi esponenti italiani, se si eccettua il grande boxerista e maestro Gaetano Carlevaro Persico, che nel suo epico “ CINOFILIA ALL'ITALIANA” ( 1978 ed. Pozzetto) scompaginò le ipocrisie dogmatiche dell'establishment dell'epoca. Ma erano altri tempi e altri luoghi: eravamo nella seconda metà del ventesimo secolo e geograficamente nel cuore d'Italia. Diverse erano anche le motivazioni che sfociarono nell'asperrima e ormai vetusta polemica con le gerarchie dell'ENCI.
Si trattava in sintesi di dissapori “politici”, che riguardavano la gestione più o meno corretta dei libri genealogici, delle esposizioni, dei C.A.C., dei C.A.C.I.B. e altre amenità (o oscenità?) del genere!
Il libro di E. Maria Romano, invece, si prefigura sulla scia dei miei “WORKING BULLDOGS” e “BULLDOG BREEDS”, come una bomba dirompente scagliata contro il dorato e illusorio mondo della cinofilia “ufficiale”. Perché dico questo? Perché l'autore porta avanti, con intelligenza e lucidità, una tesi eterodossa, anzi, la tesi eterodossa per eccellenza nell'ambito della cinotecnia: il mitico bello e bravo non esiste. Peggio, non può esistere neanche da un punto di vista teorico poiché i due obiettivi zootecnici sono e rimarranno sempre antitetici.
In altre parole e in accordo col mio cino-pensiero, non si può,  neanche secondo Ezio Maria Romano, pensare di ottimizzare ai massimi livelli morfologia e carattere, estetica e funzionalità.
O si allevano soggetti “da esposizione” o “da lavoro”: la dicotomia, con la conseguente creazione di due razze quasi separate, è assiomaticamente inevitabile.
Posso citare esempi riguardanti levrieri da cinodromo o da esposizione; i malinois utilizzati dalla polizia, che non assomigliano minimamente a quelli che vincono negli show; i cani da slitta siberiani e americani; per non parlare dei labrador, che sono dei veri LABRADOR (cioè lavoratori), come quello ostentato dalle TV di mezzo mondo perché di proprietà di Bill Clinton e che sono diametralmente opposti a quelli da concorso.
Purtroppo bisogna riconoscere che aveva ragione KONRAD LORENZ quando, in numerosi scritti, sosteneva che le esposizioni di bellezza sarebbero state a lungo andare la rovina delle razze canine.
Che senso ha infatti allevare levrieri da show morfologicamente perfetti (almeno secondo i criteri cinognostici ufficiali) che corrono più piano di Usain Bolt?
E, per restare più ancorati alle tematiche del libro, a che scopo produrre pastori dell'Asia Centrale, cioè  guardiani del bestiame e delle masserie per antonomasia, solo per far incetta di CAC, CACIB e coppe varie ?
Per E. Maria Romano, ed io mi associo pienamente al suo pensiero, si  tratta di una palese assurdità, frutto di una concezione edonistico- consumistica, che svilisce completamente la dignità profonda del nostro “ Amico di famiglia”.

Mauro Salvador

Indice


Prefazione
1 - Il cane da guardia nella società moderna
2 – Il mio amore per i cani da guardia
3 - Le sue origini storiche
4 – Perché il cane fa la guardia?
5 – Le doti essenziali di un buon cane da guardia
6 – Le razze più indicate
7 – La selezione del cane da guardia
8 – La sua taglia ideale
9 – Cosa intendo per cane da guardia
10 – Cani da guardia e cani da difesa
11 – Il suo addestramento
12 – Quando è utile il cane da guardia
13 – Quanti ne necessitano in giardino
14 – Dove tenerlo
15 – Come alimentarlo
16 – La toelettatura
17 – Come gestirlo in sicurezza
18 – Il rapporto con gli altri animali
19 – Il cane da guardia e i bambini
20 – Il cane da guardia e gli anziani
21 – Dove lasciarlo quando si va in vacanza
22 – L’acquisto del cucciolo
23 – La gestione e la crescita del cucciolo
24 – Quando inizierà a fare la guardia?
25 – I miei livelli di guardia
26 – I cani da guardia e le esposizioni di bellezza
27 – Il cane da guardia e il veterinario
28 – Il cane da guardia e la legge
29 – Allevare il cane da guardia
30 – I cani da pastore “aborigeni”
31 – Il MIO cane da pastore dell’Asia centrale
32 – Alcuni veri cani da guardia







"IL PASTORE DELL'ASIA CENTRALE"
La mia selezione per la guardia
Autore: Ezio Maria Romano
258 pagine - 172 fotografie – Euro 18,00

In questo libro non troverete i soliti cenni storici sulla razza, lo standard ideale per vincere in esposizione etc. Io vi parlerò esclusivamente del MIO cane da pastore dell’Asia centrale, quello che allevo da anni con la MIA selezione finalizzata a produrre soggetti idonei per il lavoro di guardia e protezione della famiglia contro chi voglia entrare  maldestramente nella proprietà privata. Il resto non è di mio interesse!
I  viaggi in Asia centrale mi sono serviti a scoprire le reali doti di questo magnifico cane ed a capire cosa c’è di vero e di falso circa la razza. L’evoluzione morfologica e caratteriale che sta avendo il cane da pastore dell'Asia centrale in questi ultimi anni è, a mio parere, totalmente scadente rispetto a ciò che era un tempo questo fantastico animale e al lavoro che sapeva svolgere. 
Molti dei cani da pastore dell’Asia centrale che si vedono attualmente in circolazione non hanno nulla a che vedere con quelli che lavorano al fianco dell’uomo nel continente medio asiatico. I più diffusi provengono da allevamenti sovietici che hanno prediletto una selezione di soggetti indicati ad un pubblico moderno, spesso poco informato, che predilige l’aspetto morfologico del cane alla sua funzionalità.

Prefazione dell’esperto cinofilo: MAURO SALVADOR

"Se col suo primo libro di cinofilia alternativa e crudemente controcorrente Ezio Maria Romano poteva essere definito il nuovo Carlevaro Persico, adesso, dopo la pubblicazione di questo inedito, graffiante secondo testo, l’appellativo più idoneo parrebbe essere quello di novello Eugenio Benettazzo. Chi è costui, vi domanderete? Ebbene la risposta è che, in campo finanziario-borsistico egli è il più dissacrante e caustico degli operatori del settore. Autentico don Chisciotte venerato dai consumatori quanto vituperato dall’ establishment degli addetti ai lavori.
Analogamente il Nostro si presenta al suo pubblico di affezionati lettori come la bestia nera degli allevatori da show, il cui “odio” nei suoi confronti si palesa in una pletora di articoli e recensioni pubblicate su innumerevoli riviste del settore. Uno scontro “ideologico” a tutto campo degno della triste epoca dell’Inquisizione, quasi fosse un crimine o, peggio, un peccato mortale esporre delle tesi contrarie al pensiero dominante anche nel settore cinotecnico.
Tesi oltretutto non strampalate ma supportate da considerazioni tecniche ponderate. E, proprio per questo, indigeste alla maggior parte degli allevatori di cani da esposizione per i quali, come ebbi a scrivere in un mio articolo pubblicato sulla rivista “CANI DA PRESA“, …purtroppo, parafrasando Bertrand Russel, verrebbe voglia di dire che è altrettanto difficile trovare un allevatore da show che ammetta l’insanabile dicotomia tra soggetti da esposizione e da lavoro quanto cercare nelle “Sacre Scritture“ di tutte le molteplici religioni, una frase di elogio dell’intelligenza umana.
E, a proposito di religione e del suo rapporto apparentemente nullo con la cinofilia, approfitto per raccontarvi una notizia quasi incredibile. Un cinofilo americano, avvocato appassionato di cani San Bernardo, tale William Sheffield è a tutt’oggi l’unico al mondo che sia riuscito a far condannare da un tribunale ad una sanzione pecuniaria niente popò di meno che: Il Papa!
Niente a che vedere  purtroppo con la pedofilia i cui reati richiederebbero ben altre e più severe pene, ma comunque meglio di niente. Ecco i fatti. Il tizio, W.S aveva anticipato una caparra di 60 dollari per l’acquisto presso l’omonimo monastero di un cucciolo di San Bernardo poi mai consegnato dai miti ma disonesti fraticelli. Il tribunale americano ha per questo condannato il responsabile nella figura dell’allora pontifex maximus, Paolo VI, quale legale rappresentante della CCAR al pagamento della somma di 482,5 dollari. Naturalmente tale risarcimento non è mai stato liquidato dalla "Santa" Sede ma si tratta comunque di una questione di principio. In Italia avrebbero sicuramente condannato l’accusante per vilipendio della religione e/o di un capo di stato estero.
Scusandomi per questa digressione, torno ora ai temi del libro che giudico ancora più interessante del primo. Soprattutto nelle parti, veramente inedite e sorprendenti, che riguardano gli avventurosi viaggi-studio dell’autore in Asia Centrale. Dal deserto del Turkmenistan all’Uzbekistan fino all’ ultima (per ora) impresa in Tajikistan.
Racconti di viaggio preziosi e minuziosi come quelli del NATIONAL GEOGRAPHIC e per di più conditi in salsa piccante grazie al temperamento particolare dell’autore, uomo verace e sanguino nonché figura di piemontese atipico.
Buona lettura a tutti!"
Mauro Salvador

Indice

Prefazione

1 – Il mio pastore dell’Asia centrale
2 – Le prime esperienze con la razza
3 - I miei viaggi-studio in Asia centrale
4 – Cani aborigeni e da combattimento
5 – Le linee di sangue moderne
6 – La mia selezione per la guardia
7 – La taglia e l’aspetto morfologico
8 – Dove e come lo allevo
9 – Il suo proprietario ideale
10 – Quanti tenerne in giardino
11 – Il rapporto con gli altri animali
12 – Il rapporto con gli estranei
13 – Dove lasciarlo quando si esce di casa
14 – Crescita e gestione del cucciolo
15 – Quando inizierà a fare la guardia?
16 – Le cure ed il veterinario
17 – Falsi miti ed il futuro della razza
18 – Il COPAC



PER ORDINI:
Contattare la Sig.ra Astesana Maddalena - Cell. 346 21 40 450
oppure scrivere a: amministrazione@canidaguardia.com.


mercoledì 5 settembre 2012

QUALCUNO HA SCRITTO DI ME... LETTURA INATTESA ...

Non me lo sarei mai aspettato, ma Il Tukmeno ha scritto un articolo su di me.
Vi confesso che l'ho letto e riletto, ne sono rimasta colpita.
Ezio è uomo di grandi emozioni, basta leggere i suoi articoli sempre molto affascinanti come l'ultimo che mi commosso tantissimo ed è intitolato "Siria ... laggiù dove volano le aquile!" , il racconto di un uomo e del suo amico orso e sei suoi cani guardiani.
L'articolo su di me mi ha sorpreso tantissimo, pensare che Ezio mi rimprovera sempre tutte le volte che ci sentiamo.
E' anche vero che i rimproveri di Ezio mi sono serviti per vedere cose che non conoscevo,  mi sta facendo vedere le grandi differenze che c'è tra la cinofilia moderna e quella vera, infatti non c'è giorno che butto via vecchie idee come abiti dismessi  per farne entrare di nuove... con un effetto a volte destabilizzante...,  mi ha trascinato come molto spesso fa con gli amici, in esperienze nuove tanto da farmi conoscere Shaun Ellis,  inoltre mi sta facendo vivere i suoi "Mezzi Cani" tanto da farmene innamorare...

Che dire ancora.... non lo so, perchè mi sento un pò in imbarazzo per tanto onore... essere sul portale di Ezio Maria Romano, non è cosa da poco... almeno per me...

Vi lascio alla lettura, ed a Ezio dico: Grazie

KATIA VERZA ... un cuore diviso a metà!

Sabbia soggetto femmina di 7 mesi, del Il Tukmeno




GIOCANDO....