IL NOSTRO INCONTRO CON IL WOLF MAN HERR WERNER FREUND

giovedì 13 settembre 2012

CAN CHE ABBAIA NON SEMPRE MORDE.....






Questo articolo è un po’ che mi gira per la testa, ma non ho trovato la giusta ispirazione fino ad ora.
Nel mese di agosto dopo aver venduto Kira alla famiglia di Pierluigi, mi è arrivata Sabbia, figlia di Turk e Bukara sempre provenienza allevamento del Il Tukmeno.
In quell'occasione rividi con piacere sia Ezio e  il mitico Langella, uno dei partecipanti del viaggio da Shaun Ellis che si svolse nel mese di marzo 2012, non che proprietario di una bellissima coppia di soggetti di Pastore dell'Asia Centrale sempre proveniente dall'allevamento di Ezio.
Dopo alcune chiacchiere fatte al parcheggio dove c’eravamo dati appuntamento, era giunto il momento di rientrare per me, andare al lavoro per Langella e per Ezio consegnare il bellissimo cucciolo bianco e nero che  aveva in macchina.
Dopo aver salutato Fabio, io non resistetti e dopo un lungo giro di parole chiesi ad Ezio se potevo accompagnarlo nella sua consegna che era poco distante dal nostro ritrovo.
Lui sull’istante non fu così entusiasta della mia richiesta. 
Ezio è un tipo sbrigativo e non gli piace proprio perdere tempo, ma forse dopo avergli spiegato la mia curiosità nel vedere un inserimento di un cucciolo tra due soggetti adulti, inoltre capire la tipologia di cliente ben diversa dalla mia, accettò che lo accompagnassi, ma con un chiaro ordine di “stare zitta, ferma ed immobile”.
I nuovi proprietari del cucciolo possedevano già due cani di una certa età di circa 10 anni e la femmina del branco era un Pastore dell’Asia Centrale, quindi era maggiormente interessante vedere quell’inserimento, anche perché pensai  che quell’uomo non era proprio a digiuno di PAC dopo svariati anni di convivenza.
Arrivammo a destinazione e il suo cliente ci accolse al cancello insieme al figlio.
Parcheggiammo la macchina davanti all'entrata, scendemmo per salutarlo e in quel momento si apri il cancello elettrico …. e mi ritrovai davanti a pochi metri da me questi due bellissimi esemplari che ci salutavano con un abbaio poderoso.
Io mi voltai verso Ezio non so se lui si ricorda il mio sguardo ma io in quel momento provai la sensazione del puro TERRORE, mi ricordo che esordii con un filo di voce,  la frase “siamo spacciati”.
Rimasi ferma ed immobile, quindi eseguii alla perfezione la raccomandazione di Ezio datami all’inizio, ma non accade nulla…
A questo punto chi sta leggendo queste righe si sta chiedendo perché ho avuto paura, semplice perché in quella manciata di secondi mi sono venuti in mente i cani di Ezio, quando li conobbi a casa sua. 
Quelli ragazzi al solo avvicinarmi alla recinzione mi volevano mangiare. 
Mi ricordo lo sguardo di Burka quando mi avvicinai a Sofia la figlia di Ezio (naturalmente al di qua della recinzione) se mi prendeva mi avrebbe fatto fare la fine di Cappuccetto Rosso e della nonna, ovvero mangiata in un sol boccone, invece quei due, si limitavano ad abbaiare a distanza e vi dirò di più dopo essermi scrollata di  dosso quell’attimo di paura, mi resi conto che quel abbaio non era manco tanto convinto.
A quel punto il suo cliente ci invitò ad entrare, riguardai ancora una volta Ezio il quale non so il perché se la rideva sotto i baffi, gli chiesi sotto voce se c’era da fidarsi, e lui mi rispose “entriamo pure, questi non ci fanno niente”.
Mi fidai di Ezio senza esitazione, so che Ezio ha paura dei cani veri, visto le sue battaglie e di conseguenza mi rilassai ed entrai.
Mentre avanzavamo i cani indietreggiavano e io non capivo, se fossi stata un fumetto, in quel momento in testa al posto dei capelli avrei avuto disegnati tanti punti interrogativi .
In quell'istante compresi tutti di discorsi del Tukmeno sull’importanza della selezione del cane da guardia.
Noi ci trovavamo all’interno della proprietà, quindi i cani perché non ci attaccavano? O per lo meno non ci inchiodavano ad un angolo per impedirci di muoverci???
Perché i cani al nostro avanzare indietreggiavano? Perché quella femmina così imponente di Asia Centrale si nascondeva sotto ad un arbusto ornamentale???
Forse perché non erano cani da guardia!?!?!
Il proprietario era stato a casa di Ezio, aveva visto i suoi cani e di conseguenza ora cercava di dare delle spiegazioni a quel comportamento.
Ezio è una persona disponibilissima ma se trova un muro diventa nervoso e solo chi lo conosce bene sa quand’è il momento di fermarsi.
Vi giuro che in borsa avevo la macchina fotografica, sono stata tentata di  estrarla e filmare tutto,  ma mi pareva di mancare di rispetto sia ad Ezio che mi aveva portato con lui, sia al padrone di casa tanto gentile.
La scena ai miei occhi era quasi paradossale e allo stesso tempo imbarazzante per i nostri ospiti.
Ezio cercò di spiegare il comportamento di quella femmina, ma il cliente cercava di giustificare il comportamento del cane,  forse perché tutto quello gli sembrava impossibile.
Ezio indossava l’immancabile camicia e un paio di bermuda, gambette secche al vento con un paio di sandali e con un andatura decisa affrontò il cane andandogli incontro, spiegando a voce alta e agitando le mani, il comportamento di quell’animale ancor più spaventato. 
Più Ezio gli correva in contro e più il cane scappava.  
La faccia del suo padrone era un misto ti incredulità e non so che altro, ma forse stava pensando in quel momento tutto quanto gli aveva raccontato di mistico l’allevatore dove l’aveva acquistato.
Ma Ezio è un grande si rese conto della situazione e consolò dicendo qualcosa a quell’uomo che in qualche modo lo rasserenò.
In tutto quel trambusto ci eravamo dimenticati del piccolo, che nel frattempo s’era già messo a posto da solo con l’altro maschio, lo vidi bere in una vasca, cacciare la testa nella ciotola dei cani titolari di quel territorio e fece pure pipì davanti al padrone di casa (il cane).
Mi venne da pensare che quella piccola palla di pelo dall’aria innocente, tempo 6 mesi gli avrebbe messi tutte e due in riga.
Quando ci congedammo da loro, Ezio mi disse prima di salutarmi: “Vedi Katia, molte volte  la gente fa un po’ fatica a comprendere cosa io cerco di spiegargli, ma io lascio che il tempo metta a posto le cose e che i miei cani insegnino loro la strada giusta”.
In effetti Ezio non ha torto, io mi ricordo che ogni qualvolta il mio Manny me ne combinava una, io dovevo ingegnarmi a risolvere il problema e devo dire che Manny mi ha insegnato molto…
I cani non hanno colpe, loro sono cani e si  comportano da cani, la cosa saggia sarebbe ogni tanto ascoltare chi alleva, chi li vive tutti i giorni e chi li studia come nel caso del Tukmeno che ha fatto dei suoi cani la sua ragione di vita.
E’ stata una esperienza singolare che mi ha fatto comprendere l’importanza della selezione dei Cani da Guardia differenti dai cani selezionati per le esposizioni. 
Un cane di Ezio non sarebbe scappato, come non sarebbe stato imperterrito ad abbaiare senza  venire incontro all’estraneo, ma nessuno dei clienti di Ezio lasciano il cane libero a contatto con l’estraneo! 
E’ ovvio che uno dei suoi cani non potrebbe calpestare tanto facilmente un  ring di gara e se lo facesse, sarebbe solo per un tempo limitato, prima o poi il giudice avrebbe dei problemi ad avvicinarsi al lui, un vero cane da protezione famigliare allontanerebbe chiunque dal suo proprietario.
Quella femmina forse era bellissima, però dopo questo confronto mi viene da pensare che si addica di più come cane da compagnia che da guardia.

Si proprio una giornata di vera scuola cinofila…


Quello che vorrei sottolineare e questo: nel mio lavoro di educatore cinofilo e allevatore molto spesso incontro persone che puntano molto di più sull'aspetto che sulle vere caratteristiche  caratteriali del cane, per poi riscontrare in seguito tanti problemi di gestione dell'animale.
La selezione non serve per scegliere il cane che si addica di più alla nostra immagine o alle nostre fantasie.
La selezione non è solo fenotipica (aspetto esteriore) ma è anche genotipica (essenza del cane/dna/carattere/attitudini), è a quest'ultima che noi dovremmo guardare, quando scegliamo un cane, qualsiasi razza esso sia.
Infatti i pastori selezionano i loro cani da lavoro in base alle loro funzioni e non al loro aspetto.
Inoltre chi sceglie il cane sceglie anche l'allevatore. 
L'allevatore è la seconda cosa da guardare dopo il cane, a seconda di cosa alleva e di come alleva, noi sapremo con certezza cosa ci porteremo a casa, in questo caso o un cane da guardia che fa il suo lavoro di guardiano oppure un cane da compagnia o da esposizione che non muove foglia in presenza di un estraneo.
Purtroppo scegliere un cane non è facile, per sceglierlo occorre impiegare tempo, denaro, ma è l'unica strada da percorrere se si vuole un buon cane.

Concludo con due detti: "il Presto e il Bene non stanno insieme" come è anche vero che "Chi più spende meno Spende", poche parole a buon intenditore.

Katia Verza

1 commento:

  1. Ma lavori anche in vacanza? Katia sei un vulcano!!! Questo episodio mi fa capire ancora di più quanto è importante la selezione caratteriale dei nostri cani. Tratto importante, per il quale voglio impegnarmi a selezionare correttamente per il mio allevamento amatoriale di cani lupi cecoslocchi.
    Grazie per condividere con noi questi momenti :)
    con l'affetto e la stima di sempre
    Noi :)

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