IL NOSTRO INCONTRO CON IL WOLF MAN HERR WERNER FREUND

giovedì 6 settembre 2012

LIBRI: TRE TITOLI DA NON PERDERE



CANI ABORIGENI DELL’ASIA CENTRALE
Il meglio dei miei viaggi
TURKMENISTAN – TAJIKISTAN – UZBEKISTAN
Autore: Ezio Maria Romano
106 Pagine – 172 Fotografie a colori – Euro 28,00

Un libro scritto per diffondere anche in occidente la giusta conoscenza sul cane da pastore dell’Asia centrale.
Il cane da pastore aborigeno dell’Asia centrale è unico al mondo per la sua forza, resistenza e rusticità, tanto intelligente da poter sopravvivere ogni giorno alle durissime avversità del territorio da dove proviene e dove vive ancora oggi al servizio dell’uomo.
In questo libro non troverete immagini di campioni di bellezza, bensì il meglio che ho incontrato durante i miei viaggi, fra pascoli e deserti, alla ricerca dell’autentico cane aborigeno utilizzato dai pastori nomadi medio-asiatici.

Presentazione

Se non fosse stato per un amico di Zurigo che un giorno decise di regalarmi un libro sui cani da pastore dell’Afganistan, scritto in lingua tedesca, forse questo volume non sarebbe mai stato realizzato. Quando lo ricevetti e lo aprii, intuii subito che non avrei capito nulla di quanto c’era scritto nello scarno testo che adornava le tante fotografie a colori: la lingua tedesca non è sicuramente il mio forte! Ma appena vidi le prime fotografie fui nuovamente invaso da quell’indescrivibile entusiasmo che tutt'oggi mi spinge a preparare le valige e ripartire per quelle terre lontane, nonostante le difficoltà incontrate nel viaggio precedente.
Viaggiare in Asia Centrale è molto faticoso, anche se nelle capitali dei vari Stati ormai il progresso sta facendo passi da gigante ed è possibile trovare strutture che nulla hanno da invidiare alle nostre, ma se si decide di lasciare la città ci si immerge nel nulla, dove la certezza di qualsiasi cosa, anche la più banale, sparisce completamente e tutto può accadere. Ogni volta che ritorno a casa sono molto stanco fisicamente e psicologicamente, direi esausto e ringrazio il cielo di vivere qui in Italia, ma mi basta rivedere qualche fotografia di quei cani, così incredibilmente “CANI”, che dimentico ogni aspetto negativo e vorrei ritornarmene fra quei pascoli.
Quel libro ricevuto in regalo mi ha quindi indotto ad una profonda riflessione: “Spesso una fotografia può spiegare molto meglio di mille pagine scritte dall’autore”.
Allora ho deciso di fare così anch’io: poco testo e molte immagini di quei cani speciali.
Questo libro lo dedico in particolar modo  ai più appassionati, che mi seguono costantemente, quelli che se sto una settimana senza scrivere nulla sul mio sito mi telefonano per chiedermi come mai non ci sono novità. Per gli “ammalati” di cinofilia che come me riescono ancora ad emozionarsi di fronte ad un’immagine dopo averne ormai viste tante in anni e anni di passione.
In questo volume sono raccolte le più belle fotografie di tutti i cani aborigeni che ho incontrato nei miei tre viaggi in Asia Centrale e precisamente in Turkmenistan, in Tagikistan e in Uzbekistan.
Spero che vi piacerà e che lo conserverete gelosamente, in quanto qui ci sono raffigurati i cani veri, non le “signorine” dei nostri tempi. Quelli che la natura ha creato per lavorare al fianco dell’uomo che soffre vivendo di stenti; nessuno di quei luoghi diventerà mai famoso, né cani né padroni, anzi spesso essi non mangeranno nemmeno tutti i giorni e saranno privati anche del minimo necessario, ma nonostante tutto riescono a sopravvivere da migliaia di anni e continuano a camminare uno al fianco dell’altro.
                                                                                                                               Ezio Maria Romano






“GUARDIANI SI NASCE”
Conoscere meglio il cane da guardia
Autore: Ezio Maria Romano
240 pagine - Euro 18,00

Un libro scritto per diffondere, anche in Italia, l’esatta cultura cinofila sul cane da destinare alla guardia della proprietà ed alla protezione della famiglia. Un manuale utile per chi voglia individuare il cane ideale da allevare nel giardino di casa, gestendolo senza errori.

Prefazione dell’esperto cinofilo: MAURO SALVADOR

Sono lieto e lusingato per il fatto che l'autore di questo libro abbia pensato a me per la prefazione del testo.
Questo è sicuramente un volume ascrivibile alla “corrente” della cinofilia alternativa della  quale mi considero immodestamente uno dei pochi esponenti italiani, se si eccettua il grande boxerista e maestro Gaetano Carlevaro Persico, che nel suo epico “ CINOFILIA ALL'ITALIANA” ( 1978 ed. Pozzetto) scompaginò le ipocrisie dogmatiche dell'establishment dell'epoca. Ma erano altri tempi e altri luoghi: eravamo nella seconda metà del ventesimo secolo e geograficamente nel cuore d'Italia. Diverse erano anche le motivazioni che sfociarono nell'asperrima e ormai vetusta polemica con le gerarchie dell'ENCI.
Si trattava in sintesi di dissapori “politici”, che riguardavano la gestione più o meno corretta dei libri genealogici, delle esposizioni, dei C.A.C., dei C.A.C.I.B. e altre amenità (o oscenità?) del genere!
Il libro di E. Maria Romano, invece, si prefigura sulla scia dei miei “WORKING BULLDOGS” e “BULLDOG BREEDS”, come una bomba dirompente scagliata contro il dorato e illusorio mondo della cinofilia “ufficiale”. Perché dico questo? Perché l'autore porta avanti, con intelligenza e lucidità, una tesi eterodossa, anzi, la tesi eterodossa per eccellenza nell'ambito della cinotecnia: il mitico bello e bravo non esiste. Peggio, non può esistere neanche da un punto di vista teorico poiché i due obiettivi zootecnici sono e rimarranno sempre antitetici.
In altre parole e in accordo col mio cino-pensiero, non si può,  neanche secondo Ezio Maria Romano, pensare di ottimizzare ai massimi livelli morfologia e carattere, estetica e funzionalità.
O si allevano soggetti “da esposizione” o “da lavoro”: la dicotomia, con la conseguente creazione di due razze quasi separate, è assiomaticamente inevitabile.
Posso citare esempi riguardanti levrieri da cinodromo o da esposizione; i malinois utilizzati dalla polizia, che non assomigliano minimamente a quelli che vincono negli show; i cani da slitta siberiani e americani; per non parlare dei labrador, che sono dei veri LABRADOR (cioè lavoratori), come quello ostentato dalle TV di mezzo mondo perché di proprietà di Bill Clinton e che sono diametralmente opposti a quelli da concorso.
Purtroppo bisogna riconoscere che aveva ragione KONRAD LORENZ quando, in numerosi scritti, sosteneva che le esposizioni di bellezza sarebbero state a lungo andare la rovina delle razze canine.
Che senso ha infatti allevare levrieri da show morfologicamente perfetti (almeno secondo i criteri cinognostici ufficiali) che corrono più piano di Usain Bolt?
E, per restare più ancorati alle tematiche del libro, a che scopo produrre pastori dell'Asia Centrale, cioè  guardiani del bestiame e delle masserie per antonomasia, solo per far incetta di CAC, CACIB e coppe varie ?
Per E. Maria Romano, ed io mi associo pienamente al suo pensiero, si  tratta di una palese assurdità, frutto di una concezione edonistico- consumistica, che svilisce completamente la dignità profonda del nostro “ Amico di famiglia”.

Mauro Salvador

Indice


Prefazione
1 - Il cane da guardia nella società moderna
2 – Il mio amore per i cani da guardia
3 - Le sue origini storiche
4 – Perché il cane fa la guardia?
5 – Le doti essenziali di un buon cane da guardia
6 – Le razze più indicate
7 – La selezione del cane da guardia
8 – La sua taglia ideale
9 – Cosa intendo per cane da guardia
10 – Cani da guardia e cani da difesa
11 – Il suo addestramento
12 – Quando è utile il cane da guardia
13 – Quanti ne necessitano in giardino
14 – Dove tenerlo
15 – Come alimentarlo
16 – La toelettatura
17 – Come gestirlo in sicurezza
18 – Il rapporto con gli altri animali
19 – Il cane da guardia e i bambini
20 – Il cane da guardia e gli anziani
21 – Dove lasciarlo quando si va in vacanza
22 – L’acquisto del cucciolo
23 – La gestione e la crescita del cucciolo
24 – Quando inizierà a fare la guardia?
25 – I miei livelli di guardia
26 – I cani da guardia e le esposizioni di bellezza
27 – Il cane da guardia e il veterinario
28 – Il cane da guardia e la legge
29 – Allevare il cane da guardia
30 – I cani da pastore “aborigeni”
31 – Il MIO cane da pastore dell’Asia centrale
32 – Alcuni veri cani da guardia







"IL PASTORE DELL'ASIA CENTRALE"
La mia selezione per la guardia
Autore: Ezio Maria Romano
258 pagine - 172 fotografie – Euro 18,00

In questo libro non troverete i soliti cenni storici sulla razza, lo standard ideale per vincere in esposizione etc. Io vi parlerò esclusivamente del MIO cane da pastore dell’Asia centrale, quello che allevo da anni con la MIA selezione finalizzata a produrre soggetti idonei per il lavoro di guardia e protezione della famiglia contro chi voglia entrare  maldestramente nella proprietà privata. Il resto non è di mio interesse!
I  viaggi in Asia centrale mi sono serviti a scoprire le reali doti di questo magnifico cane ed a capire cosa c’è di vero e di falso circa la razza. L’evoluzione morfologica e caratteriale che sta avendo il cane da pastore dell'Asia centrale in questi ultimi anni è, a mio parere, totalmente scadente rispetto a ciò che era un tempo questo fantastico animale e al lavoro che sapeva svolgere. 
Molti dei cani da pastore dell’Asia centrale che si vedono attualmente in circolazione non hanno nulla a che vedere con quelli che lavorano al fianco dell’uomo nel continente medio asiatico. I più diffusi provengono da allevamenti sovietici che hanno prediletto una selezione di soggetti indicati ad un pubblico moderno, spesso poco informato, che predilige l’aspetto morfologico del cane alla sua funzionalità.

Prefazione dell’esperto cinofilo: MAURO SALVADOR

"Se col suo primo libro di cinofilia alternativa e crudemente controcorrente Ezio Maria Romano poteva essere definito il nuovo Carlevaro Persico, adesso, dopo la pubblicazione di questo inedito, graffiante secondo testo, l’appellativo più idoneo parrebbe essere quello di novello Eugenio Benettazzo. Chi è costui, vi domanderete? Ebbene la risposta è che, in campo finanziario-borsistico egli è il più dissacrante e caustico degli operatori del settore. Autentico don Chisciotte venerato dai consumatori quanto vituperato dall’ establishment degli addetti ai lavori.
Analogamente il Nostro si presenta al suo pubblico di affezionati lettori come la bestia nera degli allevatori da show, il cui “odio” nei suoi confronti si palesa in una pletora di articoli e recensioni pubblicate su innumerevoli riviste del settore. Uno scontro “ideologico” a tutto campo degno della triste epoca dell’Inquisizione, quasi fosse un crimine o, peggio, un peccato mortale esporre delle tesi contrarie al pensiero dominante anche nel settore cinotecnico.
Tesi oltretutto non strampalate ma supportate da considerazioni tecniche ponderate. E, proprio per questo, indigeste alla maggior parte degli allevatori di cani da esposizione per i quali, come ebbi a scrivere in un mio articolo pubblicato sulla rivista “CANI DA PRESA“, …purtroppo, parafrasando Bertrand Russel, verrebbe voglia di dire che è altrettanto difficile trovare un allevatore da show che ammetta l’insanabile dicotomia tra soggetti da esposizione e da lavoro quanto cercare nelle “Sacre Scritture“ di tutte le molteplici religioni, una frase di elogio dell’intelligenza umana.
E, a proposito di religione e del suo rapporto apparentemente nullo con la cinofilia, approfitto per raccontarvi una notizia quasi incredibile. Un cinofilo americano, avvocato appassionato di cani San Bernardo, tale William Sheffield è a tutt’oggi l’unico al mondo che sia riuscito a far condannare da un tribunale ad una sanzione pecuniaria niente popò di meno che: Il Papa!
Niente a che vedere  purtroppo con la pedofilia i cui reati richiederebbero ben altre e più severe pene, ma comunque meglio di niente. Ecco i fatti. Il tizio, W.S aveva anticipato una caparra di 60 dollari per l’acquisto presso l’omonimo monastero di un cucciolo di San Bernardo poi mai consegnato dai miti ma disonesti fraticelli. Il tribunale americano ha per questo condannato il responsabile nella figura dell’allora pontifex maximus, Paolo VI, quale legale rappresentante della CCAR al pagamento della somma di 482,5 dollari. Naturalmente tale risarcimento non è mai stato liquidato dalla "Santa" Sede ma si tratta comunque di una questione di principio. In Italia avrebbero sicuramente condannato l’accusante per vilipendio della religione e/o di un capo di stato estero.
Scusandomi per questa digressione, torno ora ai temi del libro che giudico ancora più interessante del primo. Soprattutto nelle parti, veramente inedite e sorprendenti, che riguardano gli avventurosi viaggi-studio dell’autore in Asia Centrale. Dal deserto del Turkmenistan all’Uzbekistan fino all’ ultima (per ora) impresa in Tajikistan.
Racconti di viaggio preziosi e minuziosi come quelli del NATIONAL GEOGRAPHIC e per di più conditi in salsa piccante grazie al temperamento particolare dell’autore, uomo verace e sanguino nonché figura di piemontese atipico.
Buona lettura a tutti!"
Mauro Salvador

Indice

Prefazione

1 – Il mio pastore dell’Asia centrale
2 – Le prime esperienze con la razza
3 - I miei viaggi-studio in Asia centrale
4 – Cani aborigeni e da combattimento
5 – Le linee di sangue moderne
6 – La mia selezione per la guardia
7 – La taglia e l’aspetto morfologico
8 – Dove e come lo allevo
9 – Il suo proprietario ideale
10 – Quanti tenerne in giardino
11 – Il rapporto con gli altri animali
12 – Il rapporto con gli estranei
13 – Dove lasciarlo quando si esce di casa
14 – Crescita e gestione del cucciolo
15 – Quando inizierà a fare la guardia?
16 – Le cure ed il veterinario
17 – Falsi miti ed il futuro della razza
18 – Il COPAC



PER ORDINI:
Contattare la Sig.ra Astesana Maddalena - Cell. 346 21 40 450
oppure scrivere a: amministrazione@canidaguardia.com.


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